Mmm non mi piace molto ma non riesco a fare il primo capitolo.
Credo che prima o poi mi arrenderò e andrò direttamente al capitolo 20 
Comunque ho fatto una "bozza" se vi interessa
Due occhi grigi fecero capolino da sotto le coperte. Accecati dal sole che entrava dalla finestra vennero subito richiusi per poi cercare di abituarsi al mattino.
Nella settimana appena passata aveva visto il sole raramente, infatti era la settimana del divertimento.
Era un mese che gli schermi di tutto il paese ricordavano che si stava avvicinando.
Nella settimana del divertimento tutto era lecito.
In realtà era uno slogan inventato perchè tutti sapevano che infondo non si sarebbero dovute infrangere le regole del comportamento.
Però aveva saltato la scuola e quello era già tutto per lui.
Si girò nel letto e fece una faccia confusa.
Difianco a lui una giovane ragazza, bionda dormiva senza vestiti.
Non sapeva chi fosse. Alzò le spalle e scese dal letto.
Passando davanti allo specchio si rese conto di essere nudo anche lui, cercò dei vestiti sporchi sparsi per la stanza se li mise addosso.
Aprì la piccola porta che dalla camera da letto dava al bagno e aprì il rubinetto, dandogli dei piccoli colpi per far uscire l'acqua della pressione giusta.
La aprì fredda. Non perchè gli piacesse, ma perchè sapeva che tanto non ci sarebbe stata acqua calda, come non c'era stata negli ultimi tre anni.
Ormai si era abituato all'acqua gelata che usciva dalle tubature e non ci fece neanche più caso.
Quella casa stava cadendo a pezzi ma l'affitto costava poco e George non si lamentava.
Si bagnò il viso e si guardò allo specchio.
Distolse subito lo sguardo. Da qualche tempo, non ricordava esattamente quando, non riusciva più a guardarsi troppo. Ciò che vedeva allo specchio gli dava la sensazione di essere completamente vuoto.
Si sforzò di guardarsi di nuovo, tanto per mettersi a posto i capelli ma i suoi occhi andarono a posarsi sul riflessi di se stessi.
Quegli occhi grigi. Cercò di non pensarci ma come poteva?
Fino a qualche mese prima non erano di un azzurro intenso? Come mai ora stavano diventando di quel colore? Non se ne dava una spiegazione ma cercava di non pensarci. Stava succedendo a tutti.
Dalla stanza da letto sentiva la ragazza svegliarsi.
Sbuffò e andò verso di lei. Sul pavimento trovò un paio di mutandine, le prese e gliele lanciò "Oh svegliati".
La ragazza aprì gli occhi confusa "ciao" sorrise.
George non ricambiò il sorriso e gli disse, educato ma rigido "te ne devi andare". Quando la ragazza sembrò voler ribattere alzò la voce "Ora!".
Tornò in bagno a farsi una doccia ascoltandò silenzioso la ragazza che prendeva le sue cose e usciva di casa, sbattendo la porta.
Era molto probabile che la notte scorsa l'avesse rimorchiata in qualche locale ma in quel momento non se lo ricordava.
Rimase sotto l'acqua fredda con la pelle d'oca e appoggiò la testa al muro.
Respirava piano con la bocca aperta e gli occhi chiusi, ancora stanco.
Aveva la netta impressione che il mondo stesse scomparendo e che nulla potesse salvarlo.
Era da mesi che nella testa aveva sempre lo stesso pensiero: mancava qualcosa. Al mondo mancava qualcosa.
"Ma cosa George?" le aveva chiesto sua madre quando gli aveva esposto i suoi pensieri "Cosa manca al mondo? Non sei felice? Cosa c'è che non va?"
Ovviamente sua madre non capiva. Lui era felice, non gli mancava niente, ma non era questo che intendeva. C'era qualcosa di strano nell'umanità di quel tempo.
Chiuse l'acqua cercando di non divagare troppo con i pensieri, ma quando cominciò a vestirsi ricascò nei suoi problemi.
Era possibile che l'umanità fosse sempre stata così?
Le lezioni a scuola parlavano chiaro "La terra è nata con l'uomo moderno" ma lui non riusciva a capacitarsi del come.
Diede un pugno al muro.
Quando ebbe finito di vestirsi si sedette sul letto con lo sguardo fisso fuori dalla finestra.
Era vuoto.
Non trovava nulla di interessante per vivere. C'era forse uno scopo nella sua vita? Creare altri essere umani era forse uno scopo? Che utilità aveva avere dei figli che avrebbero avuto la sua stessa fine?
Non riusciva a capacitarsi per quale strana ragione esisteva.
Come faceva il mondo a non pensarla come lui? Quando la mattina la gente si svegliava non aveva la sua stessa impressione di essere vivi per qualcosa? Ma cosa? Se erano solo carne. Se erano solo cellule. Un giorno sarebbero scomparsi del tutto e nulla avrebbe avuto importanza, tutta la loro esistenza sarebbe stata vaga.
Nessuno si sarebbe ricordato di lui.. no non era questo. Non importava lasciare un ricordo di sè.
Gli bastava avere uno scopo. Sapere di essere li per qualcosa.